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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Gonartrosi Ginocchio: quali sono le nuove cure?


Cosa s'intende per gonartrosi al ginocchio?


La gonartrosi, o artrosi del ginocchio, è una patologia degenerativa cronica caratterizzata dalla progressiva usura della cartilagine articolare che riveste le superfici ossee del ginocchio. Quando la cartilagine si assottiglia o si consuma, le ossa tendono a sfregare tra loro, provocando dolore, infiammazione, rigidità e riduzione della funzionalità articolare.


Si tratta della forma più comune di artrosi e il ginocchio è uno dei distretti più colpiti, poiché sottoposto per tutta la vita a carichi elevati. La gonartrosi è una condizione progressiva, che può evolvere lentamente nel tempo: nelle fasi iniziali i sintomi possono essere lievi o assenti, mentre negli stadi più avanzati il dolore e la limitazione nei movimenti possono incidere in modo significativo sulla qualità di vita.


Pur non esistendo una cura definitiva, oggi sono disponibili numerose opzioni terapeutiche in grado di rallentare la progressione della malattia e controllarne i sintomi; nei casi più gravi può rendersi necessario il ricorso alla chirurgia protesica. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni si è posta crescente attenzione allo sviluppo di nuove cure e trattamenti innovativi per la gonartrosi del ginocchio.


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Quali sono cause, sintomi e diagnosi della gonartrosi?


La gonartrosi è causata principalmente da un processo di usura progressiva della cartilagine del ginocchio, legato al naturale invecchiamento articolare. L’età rappresenta infatti il principale fattore di rischio, ma la malattia non è inevitabile e può comparire anche più precocemente in presenza di condizioni predisponenti. Tra le principali cause e fattori che favoriscono l’insorgenza della gonartrosi rientrano:


  • Sovraccarico articolare, spesso legato a sovrappeso e obesità;
  • Predisposizione genetica;
  • Sesso femminile, soprattutto dopo i 50 anni;
  • Attività lavorative o sportive ripetitive che sollecitano il ginocchio;
  • Traumi o interventi chirurgici pregressi;
  • Alterazioni anatomiche dell’arto inferiore (varo, valgo);
  • Artrosi secondaria a patologie infiammatorie o metaboliche (es. artrite reumatoide).


I sintomi della gonartrosi tendono a comparire in modo graduale e a peggiorare nel tempo. I più comuni sono:


  • Dolore al ginocchio, accentuato dal carico e dal movimento;
  • Rigidità articolare, soprattutto al mattino o dopo periodi di inattività;
  • Gonfiore e sensazione di tensione;
  • Riduzione della mobilità;
  • Scricchiolii o rumori articolari;
  • Instabilità o sensazione di cedimento nelle fasi più avanzate.


La diagnosi si basa su una valutazione clinica che avviene durante una visita ortopedica e che comprende l’analisi dei sintomi e l’esame obiettivo del ginocchio. L’esame strumentale di riferimento è la radiografia, utile per evidenziare la riduzione dello spazio articolare, le alterazioni ossee e la presenza di osteofiti. In alcuni casi, l'ortopedico del ginocchio potrebbe prescrivere una risonanza magnetica o altri esami per approfondire il quadro o escludere patologie alternative.


Quali sono i trattamenti tradizionali per la gonartrosi?


Il trattamento tradizionale della gonartrosi del ginocchio ha come obiettivi principali la riduzione del dolore, il miglioramento della mobilità e il rallentamento della progressione della malattia. Nella maggior parte dei casi si comincia con terapie conservative, riservando l’intervento chirurgico alle forme avanzate o resistenti ai trattamenti non invasivi.


Trattamenti conservativiTrattamenti chirurgici
  • Modifiche dello stile di vita (riduzione dei carichi, attività a basso impatto);
  • Perdita di peso nei pazienti in sovrappeso;
  • Fisioterapia per rinforzo muscolare e mobilità;
  • Esercizio fisico controllato (cammino, cyclette, nuoto);
  • Farmaci antidolorifici e antinfiammatori (FANS);
  • Utilizzo di tutori o ginocchiere;
  • Terapie fisiche e riabilitative;
  • Infiltrazioni corticosteroidee;
  • Infiltrazioni di acido ialuronico (viscosupplementazione);
  • Blocco dei nervi genicolati per il controllo del dolore.


Le terapie non chirurgiche rappresentano la prima linea di trattamento e comprendono:


  • Fisioterapia;
  • Farmaci analgesici e antinfiammatori, utilizzati sotto controllo medico;
  • Infiltrazioni intra-articolari, utili per ridurre dolore e infiammazione;
  • Ausili ortopedici per migliorare la funzione articolare.


Il trattamento chirurgico viene considerato quando:


  • Il dolore è persistente e invalidante;
  • La funzionalità del ginocchio è fortemente compromessa;
  • Le terapie conservative non risultano efficaci.


Quali sono le cure innovative?


Negli ultimi anni la ricerca clinica ha concentrato grandi sforzi nello sviluppo di cure innovative per la gonartrosi del ginocchio, con l’obiettivo di ridurre il dolore, rallentare la degenerazione articolare e posticipare o evitare l’intervento di protesi. Questi trattamenti si collocano in una fase intermedia tra la terapia conservativa tradizionale e la chirurgia maggiore.


Tra le soluzioni maggiormente avallate rientrano le infiltrazioni biologiche, che sfruttano il potenziale rigenerativo dei tessuti del paziente, come ad esempio:


  • PRP (Plasma Ricco di Piastrine): ottenuto dal sangue del paziente e reiniettato nel ginocchio, contiene fattori di crescita che possono ridurre l’infiammazione e migliorare la sintomatologia. Nonostante la diffusione, l’efficacia non è ancora univocamente dimostrata e i protocolli variano molto;
  • Cellule staminali mesenchimali (MSC) e concentrato di midollo osseo (BMAC): mirano a stimolare la rigenerazione cartilaginea e modulare l’infiammazione. I risultati sono promettenti, ma le evidenze scientifiche sono ancora limitate e i costi elevati;
  • Condrociti autologhi coltivati: tecnica più avanzata che prevede il prelievo, la coltivazione in laboratorio e il reimpianto di cellule cartilaginee. È una soluzione promettente, ma attualmente riservata a casi selezionati.


Alcune nuove terapie non agiscono direttamente sulla cartilagine, ma sul meccanismo del dolore e dell’infiammazione:


  • Ablazione a radiofrequenza raffreddata dei nervi genicolati, che riduce la trasmissione del dolore; al momento supportata da studi su campioni limitati;
  • Embolizzazione delle arterie genicolate (GAE), una procedura di radiologia interventistica che riduce l’afflusso di sangue alla sinovia infiammata.


Proprio sull'embolizzazione è interessante conoscere il parere di un esperto, in particolare del Dott. Stephen Reis, radiologo interventista che in un'intervista pubblicata su Columbiaradiology.org ha riferito quanto segue: “Vediamo molti pazienti che non rispondono più ai trattamenti conservativi ma non sono pronti o idonei alla protesi. L’embolizzazione del ginocchio può offrire un sollievo rapido quando non ci sono altre valide opzioni”.


Anche gli ortopedici del ginocchio accreditati dal sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it guardano con attenzione all'evoluzione delle cure per il trattamento della gonartrosi, con la speranza che si possano individuare soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e alla portata dei pazienti.


Trattamenti innovativiObiettivi
PRP (plasma ricco di piastrine)Riduzione infiammazione e stimolo biologico
Cellule staminaliSupporto alla rigenerazione cartilaginea
Condrociti autologhi coltivatiRiparazione della cartilagine
Ablazione nervi genicolatiControllo del dolore
Embolizzazione arterie genicolateRiduzione dell’infiammazione sinoviale


Quali sono i rischi delle nuove cure?


Le cure innovative per la gonartrosi del ginocchio rappresentano un’importante evoluzione terapeutica, ma non sono prive di limiti e potenziali rischi. È fondamentale che il paziente sia correttamente informato e che questi trattamenti vengano eseguiti solo dopo una valutazione specialistica accurata.


Uno dei principali aspetti critici riguarda la limitata evidenza scientifica a lungo termine. Molte terapie biologiche e mini-invasive, come PRP o cellule staminali, mostrano risultati promettenti nel breve periodo, ma mancano ancora studi ampi e standardizzati che ne confermino l’efficacia duratura e la reale capacità di modificare il decorso della malattia. Tra i rischi e le criticità più comuni rientrano:


  • Risultati variabili da paziente a paziente;
  • Mancata risposta al trattamento, soprattutto negli stadi avanzati di gonartrosi;
  • Costi elevati, spesso non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale;
  • Assenza di protocolli univoci, in particolare per le terapie rigenerative.


Dal punto di vista clinico, pur trattandosi di procedure generalmente sicure, possono verificarsi:


  • Dolore o gonfiore transitorio dopo infiltrazioni o procedure mini-invasive;
  • Infezioni, seppur rare;
  • Irritazione dei tessuti o peggioramento temporaneo dei sintomi.


Quali sono i tempi di recupero?


La gonartrosi del ginocchio è una patologia cronica e degenerativa: non esiste una cura definitiva ma solo trattamenti che possono aiutare a controllare il dolore, migliorare la funzionalità articolare e rallentare la progressione della malattia. I tempi di recupero variano quindi in base al tipo di trattamento scelto e allo stadio dell’artrosi.


Con i trattamenti conservativi, il miglioramento dei sintomi può richiedere alcune settimane, ma il controllo del dolore è spesso progressivo e necessita di continuità nel tempo.


Procedure come infiltrazioni biologiche, embolizzazione delle arterie genicolate o ablazione dei nervi genicolati prevedono in genere tempi di recupero brevi, da pochi giorni a 1–2 settimane, con un miglioramento graduale del dolore nelle settimane successive. L'effetto, però, non è definitivo e potrebbe ridursi nel tempo.


La protesi totale di ginocchio rappresenta l’unico trattamento che elimina il contatto diretto tra le ossa, ma non cura la malattia in senso biologico. Il recupero funzionale richiede in media 2–3 mesi, con miglioramenti che, grazie alla riabilitazione, continuano fino a 6–12 mesi.


dolori causati dalla gonartrosi al ginocchio


Domande frequenti


Come prevenire la gonartrosi al ginocchio?


La gonartrosi non può essere prevenuta del tutto, ma è possibile ridurne il rischio mantenendo un peso corporeo adeguato, praticando attività fisica a basso impatto (come nuoto o bicicletta), evitando sovraccarichi e movimenti ripetitivi e curando la postura e la biomeccanica del ginocchio.


Qual è la migliore cura per l'artrosi al ginocchio?


Non esiste una cura unica e definitiva. Il trattamento migliore è quello personalizzato, basato sul grado di artrosi, sui sintomi e sullo stile di vita del paziente. Nelle fasi iniziali sono preferibili terapie conservative, mentre nei casi avanzati la protesi di ginocchio può offrire il miglior risultato funzionale.


Cosa posso fare per arrestare la progressione dell'osteoartrite del ginocchio?


La progressione non può essere arrestata completamente, ma può essere rallentata attraverso un monitoraggio medico continuo, così da adattare il trattamento nel tempo in base all'evoluzione della patologia e alle condizioni generali di salute del paziente.


Fonti e bibliografia


  • Vagelos.columbia.edu/about-us/columbia-medicine-magazine/archives/fall-2024/clinical-advances/new-treatment-osteoarthritis-knee;
  • Webmd.com.

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